Adolescenti · Giovani adulti · Famiglie

Un interlocutore per i ragazzi. E per chi li sta crescendo.

Sono uno psicologo clinico a Bologna e lavoro con adolescenti dai 14 anni e giovani adulti. Ricevo a Bologna centro (Via Cartoleria 44) e a San Lazzaro di Savena (Nova Salus), con sedute anche online. Lavoro in parallelo con i genitori che cercano di orientarsi in un momento difficile del figlio, e collaboro come psicologo scolastico in istituti della provincia. Il primo colloquio è gratuito.

Il Dott. Mattia Degli Esposti durante un colloquio nel suo studio, mentre prende appunti
Perché questo lavoro

L'adolescenza non è un intervallo da superare.

È uno dei momenti più densi della vita. Si ridefinisce chi si è, si mettono in discussione i legami familiari, si prova a capire cosa si vuole fare con il proprio futuro. Tutto questo mentre si porta addosso un corpo che cambia, una vita sociale complicata, e aspettative adulte che spesso non si sentono proprie.

Quando qualcosa si blocca — tensione prima della scuola, chiusura in camera, litigi continui, sintomi che tornano sempre — non è mai "solo una fase". È un segnale che vale la pena ascoltare prima che si radichi. I dati dell'ISTAT 2024 mostrano che nella fascia 14-25 anni la percentuale di giovani che riferisce sintomi di ansia o depressione è raddoppiata rispetto a dieci anni fa.

Come lavoro

Tre modalità, a seconda di chi arriva.

Sedute individuali con il ragazzo

Lavoro direttamente con l'adolescente in uno spazio suo, dove può portare quello che non dice a casa o in classe. Le sedute seguono le stesse regole di riservatezza di quelle con gli adulti: quello che ci si dice non viene riferito ai genitori, salvo situazioni di grave rischio.

Supporto alla genitorialità

A volte sono i genitori che chiedono aiuto, non il figlio. Seguo madri e padri che cercano di capire cosa sta succedendo e come muoversi — con o senza che il ragazzo voglia iniziare un proprio percorso. Possono essere incontri singoli di consulenza o un accompagnamento più esteso.

Percorsi misti

In alcuni casi si alternano sedute con il ragazzo a incontri con i genitori. Si concorda insieme il setting più utile caso per caso.

Quando serve chiedere aiuto

Segnali che vale la pena non sottovalutare.

Non tutti i momenti difficili richiedono un percorso. Ma ci sono segnali che, se persistono per più settimane, meritano un parere professionale:

  • Stati di tensione o agitazione persistenti legati alla scuola, agli esami, al gruppo dei pari
  • Calo del rendimento scolastico associato a chiusura o irritabilità marcata
  • Isolamento sociale, abbandono di attività che prima piacevano
  • Alimentazione che cambia in modo evidente (troppo, troppo poco, regole rigide)
  • Sonno disorganizzato, fatica a uscire dal letto, inversione del ritmo sonno-veglia
  • Uso problematico di smartphone, social o videogiochi che interferisce col resto
  • Gesti autolesivi o discorsi preoccupanti su sé stessi
  • Cambio improvviso di amicizie o abbandono di figure di riferimento

Nessuno di questi segnali, da solo, è una diagnosi. Ma se più di uno persiste, il primo colloquio gratuito è il modo più semplice per orientarsi.

Un capitolo a parte, sempre più frequente, riguarda i ragazzi che si confidano con i chatbot come ChatGPT invece che con i genitori o con un adulto: ne ho scritto in adolescenti e ChatGPT: quando l'AI diventa il confidente.

Gli adolescenti non hanno bisogno di essere capiti subito. Hanno bisogno di uno spazio dove sentirsi liberi di non essere capiti in fretta.
Domande frequenti

Su percorsi per adolescenti.

Da che età segui gli adolescenti?

Dai 14 anni in su. Per i minori è richiesto il consenso di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Per bambini più piccoli posso indicare colleghi specializzati nell'età evolutiva.

Il primo contatto lo fa il ragazzo o il genitore?

Entrambe le situazioni sono normali. A volte scrive direttamente l'adolescente, più spesso contatta un genitore. Di solito il primo incontro si fa con i genitori da soli, per capire la situazione, e poi si procede col ragazzo.

Cosa dico a mio figlio se rifiuta di venire?

Non serve forzarlo. Spesso funziona proporglielo come una possibilità, un incontro conoscitivo gratuito, senza impegno di continuare. È anche utile che il genitore faccia prima un incontro per proprio conto: a volte è da lì che si sblocca qualcosa.

La riservatezza vale anche per i minorenni?

Sì. Quello che il ragazzo mi dice in seduta resta tra noi, salvo situazioni di grave rischio per sé o per altri. È una condizione non negoziabile del lavoro: senza questa cornice, la terapia con gli adolescenti non funziona. Ai genitori restituisco il senso generale del percorso, non i contenuti.

Quanto costa una seduta per un adolescente?

La tariffa è la stessa delle sedute per adulti: 60€. Il primo colloquio è gratuito, sia con il ragazzo che con i genitori. Le sedute sono detraibili al 19% come spese sanitarie.

Lavori anche online con adolescenti?

Sì, le sedute online via Zoom o Meet sono possibili anche con gli adolescenti, purché il ragazzo abbia uno spazio riservato in casa dove poter parlare liberamente. A volte è una modalità utile quando i genitori abitano lontano da Bologna o quando il ragazzo è in un momento di chiusura rispetto all'uscire di casa.

Quali situazioni incontri più spesso?

Tensione legata alla scuola, stati d'ansia in situazioni sociali, calo motivazionale, problemi relazionali con i pari o in famiglia, difficoltà di identità, crisi post-trasferimento o post-separazione dei genitori, uso problematico di social e smartphone.

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Il primo colloquio è gratuito. Può venire il ragazzo, possono venire i genitori. Prenota direttamente dal calendario o scrivimi su WhatsApp.