Seguo adolescenti dai 14 anni e giovani adulti a Bologna e San Lazzaro. Incontro anche genitori che cercano di orientarsi in un momento difficile del figlio. Il primo colloquio è gratuito.
È uno dei momenti più densi della vita. Si ridefinisce chi si è, si mettono in discussione i legami familiari, si prova a capire cosa si vuole fare con il proprio futuro. Tutto questo mentre si porta addosso un corpo che cambia, una vita sociale complicata, e aspettative adulte che spesso non si sentono proprie.
Quando qualcosa si blocca — ansia prima della scuola, chiusura in camera, litigi continui, sintomi che tornano sempre — non è mai "solo una fase". È un segnale che vale la pena ascoltare prima che si radichi.
Lavoro direttamente con l'adolescente in uno spazio suo, dove può portare quello che non dice a casa o in classe. Le sedute seguono le stesse regole di riservatezza di quelle con gli adulti: quello che ci si dice non viene riferito ai genitori, salvo situazioni di grave rischio.
A volte sono i genitori che chiedono aiuto, non il figlio. Seguo madri e padri che cercano di capire cosa sta succedendo e come muoversi — con o senza che il ragazzo voglia iniziare un proprio percorso. Possono essere incontri singoli di consulenza o un accompagnamento più esteso.
In alcuni casi si alternano sedute con il ragazzo a incontri con i genitori. Si concorda insieme il setting più utile caso per caso.
Non tutti i momenti difficili richiedono un percorso. Ma ci sono segnali che, se persistono per più settimane, meritano un parere professionale:
Nessuno di questi segnali, da solo, è una diagnosi. Ma se più di uno persiste, il primo colloquio gratuito è il modo più semplice per orientarsi.
Dai 14 anni in su. Per i minori è richiesto il consenso di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Per bambini più piccoli posso indicare colleghi specializzati nell'età evolutiva.
Entrambe le situazioni sono normali. A volte scrive direttamente l'adolescente, più spesso contatta un genitore. Di solito il primo incontro si fa con i genitori da soli, per capire la situazione, e poi si procede col ragazzo.
Non serve forzarlo. Spesso funziona proporglielo come una possibilità, un incontro conoscitivo gratuito, senza impegno di continuare. È anche utile che il genitore faccia prima un incontro per proprio conto: a volte è da lì che si sblocca qualcosa.
Sì. Quello che il ragazzo mi dice in seduta resta tra noi, salvo situazioni di grave rischio per sé o per altri. È una condizione non negoziabile del lavoro: senza questa cornice, la terapia con gli adolescenti non funziona. Ai genitori restituisco il senso generale del percorso, non i contenuti.
La tariffa è la stessa delle sedute per adulti: 70€. Il primo colloquio è gratuito, sia con il ragazzo che con i genitori.