Il primo colloquio è gratuito, dura 50 minuti, e non è una seduta terapeutica. È un incontro di conoscenza che serve a te per capire chi hai davanti, e a me per capire se quello che mi porti è qualcosa con cui ha senso lavorare insieme. Non c'è nulla da preparare, non c'è alcun obbligo di continuare, non c'è nessuna pressione. Lo puoi fare in studio (Bologna o San Lazzaro) o online via Zoom.
Molte persone arrivano al primo colloquio con un po' di tensione: non sanno cosa diranno, hanno paura di essere "giudicate", di non saper rispondere alle domande, di scoprire qualcosa di sé che preferirebbero non sapere. È normale.
Per chiarire fin dall'inizio: il primo colloquio non è una valutazione diagnostica formale. Non ti faccio test, non riempio una scheda clinica, non metto etichette. È una conversazione. Tu mi racconti cosa ti porta qui, io ascolto, faccio qualche domanda per capire meglio, e alla fine ragioniamo insieme se ha senso continuare.
Cose semplici: cosa ti ha portato a cercare uno psicologo proprio ora, da quanto tempo dura quello che stai vivendo, se hai già fatto percorsi simili, come stai con il sonno, con il lavoro o lo studio, con le persone vicine. Non serve preparare risposte: parliamo di quello che viene fuori.
Tutto. Come lavoro, qual è il mio approccio, quanto dura un percorso medio con me, cosa succede se devi disdire una seduta, se ho mai lavorato con situazioni simili alla tua. Una parte importante del primo colloquio è anche capire se ti fidi di me — se la risposta è no, va bene così.
Non sono risultati garantiti in settimane, né formule. Sono spostamenti che accadono gradualmente, diversi per ognuno, e che le persone riconoscono di solito nei mesi.
Quello che ci pesa — una tensione costante, un blocco, una tristezza che non passa — diventa qualcosa che si può leggere. Non un nemico da combattere ma un segnale che dice qualcosa su di te, sulla tua storia, su quello che stai vivendo. Questo cambia il rapporto con quello che si prova, prima ancora di farlo diminuire.
Quando si capisce da dove viene una difficoltà, spesso smette di comportarsi come prima. Le cose si ammorbidiscono non perché sono state "eliminate", ma perché non servono più allo stesso modo. È un lavoro più lento ma più stabile rispetto ai protocolli sintomatologici.
Uno dei cambiamenti più stabili è il modo in cui ci si rapporta alle persone vicine. Meno copioni automatici, meno reazioni che non si capiscono, più scelta. Non succede subito, ma quando succede resta.
Non c'è un copione fisso. Se serve uscire dalla scaletta — perché qualcosa di importante emerge a metà — usciamo dalla scaletta. Il primo colloquio è già un atto terapeutico, anche se non è ancora una seduta.
Una delle confusioni più comuni — comprensibile — è la differenza tra queste tre figure. Spesso le persone arrivano al primo colloquio non sapendo bene quale serve.
Laurea in psicologia + tirocinio + esame di Stato + iscrizione all'Albo. Conduce colloqui di sostegno psicologico, consulenza, orientamento. Non prescrive farmaci. Non conduce psicoterapie formali strutturate. È spesso il primo punto di contatto: utile se hai bisogno di parlare con qualcuno, di capire meglio cosa stai vivendo, o di un orientamento prima di decidere se serve un percorso più strutturato.
Psicologo o medico che ha completato anche una scuola di specializzazione di 4 anni post-laurea in psicoterapia. Può condurre psicoterapie formali (psicodinamica, cognitivo-comportamentale, sistemica, ecc.). Indicato per percorsi più lunghi e per quadri clinici più strutturati.
Medico specializzato in psichiatria. Diagnostica disturbi mentali e prescrive farmaci. Indicato quando il quadro clinico è severo (depressione maggiore, disturbi d'ansia molto invalidanti, disturbi bipolari, psicosi) o quando un supporto farmacologico può aiutare il lavoro psicologico.
Nel primo colloquio, se mi accorgo che quello che ti serve è uno psicoterapeuta o uno psichiatra, te lo dico chiaramente e — se utile — ti indirizzo verso colleghi di mia fiducia. Non tutti i percorsi sono giusti per tutti.
50 minuti, come una seduta normale. È il tempo necessario per raccontare quello che ti porta qui, fare qualche domanda al terapeuta, e capire insieme se ha senso lavorare insieme.
Sì, davvero. Anche se durante il colloquio emerge qualcosa di importante e di fatto è già un piccolo atto terapeutico, il primo incontro non si paga. È una scelta che faccio per non rendere il primo passo un investimento economico, ma una conversazione libera.
Quello che ti viene spontaneo. Non serve preparare un discorso o avere già le idee chiare. Spesso le cose più importanti si dicono per caso, non in risposta a una domanda. Sono abituato ad ascoltare anche racconti disordinati o frammentari.
Va benissimo. Anzi: la sensazione di "non sapere cosa dire" è spesso il punto di partenza più sincero. Se sapessi già esattamente cosa ti succede e perché, probabilmente non ti servirebbe uno psicologo.
Decidiamo insieme se ha senso iniziare un percorso. Se sì, concordiamo frequenza (di solito settimanale o quindicinale) e modalità (studio Bologna, San Lazzaro, online). Se no, posso indirizzarti verso un altro professionista se serve. Se vuoi pensarci qualche giorno, va bene.
No, non serve nulla. Se hai già fatto percorsi precedenti o hai relazioni cliniche di altri specialisti che ritieni utili, puoi portarle, ma non è necessario. Il primo colloquio è un incontro di conoscenza, non una valutazione clinica formale.
Sì, basta avvisarmi via WhatsApp o email, anche poche ore prima quando serve. Per il primo colloquio gratuito non c'è alcuna penale né impegno.
Sì, via Zoom o Google Meet. Mando io il link prima dell'appuntamento. Per molte persone è più facile iniziare online — minore esposizione, casa propria, niente da affrontare in studio. Funziona esattamente come quello in presenza.
70€ a seduta, in linea con le tariffe medie a Bologna per psicologi iscritti all'Albo (60-90€). Per studenti universitari iscritti la tariffa è di 50€. Le sedute sono detraibili al 19% come spese sanitarie. Pagamento in contanti o bonifico, mai in anticipo.
Tre modi: prenotare online dal calendario Cal.eu sulla home del sito, scrivere su WhatsApp al 351 824 6733, o mandare una email a mattiadegli@icloud.com. Rispondo tipicamente entro 24 ore.
Cinquanta minuti, senza impegno, in studio o online. Decidiamo insieme alla fine se continuare.