Quando qualcosa dentro non torna.
Per chi cerca uno psicologo per l'ansia a Bologna: il Dr. Mattia Degli Esposti, psicologo clinico (Albo Emilia-Romagna n. 12375), riceve in studio in Via Cartoleria 44 a Bologna, a San Lazzaro di Savena e online. Affronta stati d'ansia e stress con approccio psicodinamico; il primo colloquio è gratuito, le sedute successive 60€ (50€ online e per studenti).
Sei arrivato qui cercando uno psicologo per l'ansia a Bologna. Il mio lavoro tocca anche temi come stati d'ansia e stress prolungato, ma non sono uno specialista dei disturbi d'ansia in senso clinico. Lavoro con un approccio psicodinamico: provo a capire insieme cosa l'ansia sta dicendo di te, più che a lavorare direttamente sul sintomo. Se stai cercando un percorso di questo tipo, il primo colloquio è gratuito e serve a capire se ha senso.
Un approccio che ascolta, non diagnostica.
L'ansia — come molte altre difficoltà — si può affrontare in modi molto diversi. Esistono terapie che lavorano direttamente sul sintomo con protocolli strutturati (la psicoterapia cognitivo-comportamentale è la più nota), e approcci come il mio, psicodinamici, che partono da un'idea diversa: il sintomo ha quasi sempre una storia, e lavorare solo per farlo sparire a volte significa perdersi ciò che sta cercando di dire.
Nei miei percorsi, una persona che arriva con ansia non viene trattata come "un caso d'ansia". Viene ascoltata come persona intera: cosa stai vivendo, in che momento della tua vita sei, cosa c'è dietro a quello che il corpo sta segnalando. È un lavoro che richiede tempo e non promette risultati in settimane — ma tende a produrre cambiamenti più duraturi.
Cosa posso fare, e cosa no.
È giusto dire chiaramente di cosa mi occupo e di cosa no, perché non tutti i percorsi sono giusti per tutti.
Di cosa mi occupo
Sostegno psicologico e percorsi di consulenza per persone che attraversano momenti difficili, stress prolungati, stati di ansia più o meno riconoscibili, difficoltà relazionali, transizioni di vita, elaborazioni di lutti, supporto alla genitorialità. Lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.
Dove invece indirizzo ad altri professionisti
Quadri ansiosi molto intensi e cronici che richiedono protocolli strutturati, disturbi d'ansia con componente fobica grave (agorafobia severa, DOC marcato), disturbi alimentari, dipendenze, quadri psichiatrici che richiedono anche un supporto farmacologico. In questi casi aiuto a orientarsi verso uno psicoterapeuta o uno psichiatra con formazione specifica.
Il primo colloquio gratuito serve anche per questo: capire insieme se il mio approccio è utile per quello che stai vivendo, o se ha più senso indirizzarti a un collega. Senza pressioni, senza fatturare se decidiamo di non continuare.
Come si riconosce l'ansia
L'ansia non è solo una sensazione mentale: si manifesta su tre piani contemporaneamente, e spesso chi la vive ne riconosce uno solo.
- Nel corpo. Battito accelerato, respiro corto o sensazione di non respirare a fondo, nodo alla gola, stomaco chiuso, tensione a collo e mascella, sudorazione, tremore, stanchezza che non passa dormendo. Molte persone arrivano dal medico per questi sintomi e scoprono solo dopo che l'origine è ansiosa: sono reali, non immaginati.
- Nei pensieri. Rimuginio che gira sulle stesse ipotesi senza arrivare a una conclusione, anticipazione costante del peggio, difficoltà a concentrarsi perché una parte della mente è sempre di guardia, bisogno di rassicurazioni che funzionano per poco.
- Nei comportamenti. Evitare situazioni, rimandare, controllare più volte, prepararsi in modo eccessivo, o al contrario reagire con irritabilità sproporzionata. È il piano più visibile dall'esterno e il più informativo.
Il meccanismo che la mantiene
Il punto che cambia il modo di guardarla è questo: l'ansia non si mantiene da sola, la mantiene l'evitamento.
Quando eviti la situazione temuta — non vai, rimandi, disdici — l'ansia crolla immediatamente. Quel sollievo è reale, ed è proprio il problema: insegna al sistema che il pericolo era vero e che l'unico modo di gestirlo è sottrarsi. La volta successiva l'ansia arriva prima e più forte, e il campo di ciò che si può fare si restringe di un altro pezzo.
Esistono poi forme di evitamento meno riconoscibili, che producono lo stesso effetto: chiedere continue rassicurazioni, controllare informazioni ripetutamente, prepararsi ben oltre l'utile, portarsi sempre dietro qualcosa "per sicurezza". Tutte abbassano l'ansia nel breve e la confermano nel lungo.
È anche il motivo per cui i consigli di buon senso — «non pensarci», «rilassati» — non funzionano: non toccano il meccanismo. Ne ho scritto in modo più esteso a proposito degli attacchi di panico e dell'ansia da esame.
Cosa aiuta e cosa invece peggiora
Aiuta: distinguere il rimuginio dalla preparazione — se dal pensiero non esce nessuna azione concreta, non è preparazione; affrontare gradualmente ciò che si evita, invece di aspettare di "sentirsi pronti"; ridurre le rassicurazioni; proteggere il sonno; e, sul piano più profondo, capire perché proprio quella situazione sia diventata una minaccia, che è ciò che rende il cambiamento stabile invece che momentaneo.
Peggiora: evitare sistematicamente; usare alcol o cannabis in funzione ansiolitica, che funziona la sera e presenta il conto il giorno dopo; aumentare la caffeina per compensare la stanchezza; e cercare online conferme sui sintomi, che alimenta esattamente il circuito che si vorrebbe spegnere.
Prima di tutto: escludere che sia un fatto medico
È un passaggio che non va saltato. Alcune condizioni mediche — fra cui le alterazioni della funzione tiroidea — e alcuni farmaci o sostanze, compresa una quantità elevata di caffeina, producono sintomi indistinguibili da un quadro ansioso. Se l'ansia è comparsa senza una ragione riconoscibile, se è accompagnata da sintomi fisici persistenti o se è iniziata insieme a una nuova terapia, il primo passaggio è il medico di base. Non è un formalismo: evita di lavorare per mesi sul piano sbagliato.
I servizi pubblici a Bologna
Un percorso privato non è l'unica strada, e vale la pena conoscere le alternative.
- Il medico di base è il primo riferimento e può indirizzare ai servizi territoriali.
- I Centri di Salute Mentale (CSM) dell'AUSL di Bologna seguono gli adulti; l'accesso è gratuito, i tempi d'attesa per una presa in carico continuativa possono essere lunghi.
- Per i minori, il riferimento è la Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (NPIA) dell'AUSL, a cui si accede tramite pediatra o medico di base.
- Per gli studenti dell'Università di Bologna esiste il SAP, il Servizio di Aiuto Psicologico, che offre colloqui gratuiti: ne parlo nella pagina dedicata agli studenti universitari.
Pubblico e privato non sono alternativi e in diversi casi si integrano. Se la tua situazione richiede una presa in carico che io non posso offrire, te lo dico e indirizzo.
Non serve aspettare una crisi.
Molte persone rimandano perché "non è abbastanza grave" o perché sperano che passi da solo. Un primo colloquio può essere utile quando:
- La tensione è costante, interferisce con sonno o concentrazione
- Ci si ritrova a evitare situazioni per paura di stare male
- Si ha la sensazione di "girare in tondo" senza riuscire a uscirne
- Il lavoro, lo studio o le relazioni ne risentono in modo stabile
- Si è provato a gestirla da soli e non funziona più
Nessuna di queste cose, da sola, è una diagnosi. Sono segnali. Il primo colloquio gratuito aiuta a capire insieme se ha senso iniziare un percorso — senza impegno.
Il primo passo.
Il primo colloquio è gratuito, dura 50 minuti, e puoi farlo:
- A Bologna centro — in Via Cartoleria 44
- A San Lazzaro di Savena — presso Nova Salus
- Online — via Zoom o Google Meet
Alla fine del colloquio decidiamo insieme se ha senso continuare, o se per la tua situazione è meglio un altro tipo di professionista. Nessuna pressione.
Quello che le persone chiedono.
Ti occupi di ansia?
Sì, nel senso che nei miei percorsi stati d'ansia e stress prolungato sono tra i temi che incontro più spesso. Ma non sono uno specialista dei disturbi d'ansia in senso clinico-protocollare. Il mio approccio è psicodinamico: lavoro sulla persona intera, non sul sintomo isolato. Per quadri ansiosi molto strutturati o cronici, a volte è più indicato un collega con formazione specifica.
Quanto costa?
60€ a seduta. Primo colloquio gratuito. Le sedute sono detraibili al 19% come spese sanitarie.
Quante sedute servono?
Non c'è un numero standard. Dipende dalla persona, da cosa si porta in seduta, da come si lavora insieme. I percorsi psicodinamici si misurano in mesi, non settimane. Se ti serve un lavoro più breve e mirato ai sintomi, ti orienterò volentieri verso un collega con approccio diverso.
Qual è la differenza con uno psicoterapeuta?
Lo psicologo clinico (come me) offre colloqui di sostegno, orientamento e consulenza. Lo psicoterapeuta ha una specializzazione di 4 anni post-laurea che lo abilita a condurre psicoterapie formali. In entrambi i casi l'importante è verificare l'iscrizione all'Albo.
Posso fare sedute online?
Sì, su Zoom o Google Meet. Molte persone, quando non si sentono bene, trovano più facile iniziare online. Il primo colloquio online è gratuito come quello in presenza.
Devo prendere farmaci?
Non sono uno psichiatra, non prescrivo farmaci. Se quello che stai vivendo richiede anche un supporto farmacologico, ti indirizzo volentieri verso uno psichiatra. Spesso il lavoro psicologico e quello farmacologico si integrano bene.
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- Sedute online — particolarmente utile in caso di ansia da uscita o agorafobia: una soglia d'ingresso più bassa al percorso.
- Percorsi per adolescenti — quando l'ansia compare in fase evolutiva e come affrontarla.
Se c'è qualcosa che pesa, parliamone.
Il primo colloquio è gratuito. Alla fine decidiamo insieme, senza pressioni, se ha senso continuare o se è meglio un'altra strada.