Sedute online · In italiano · In tutta Italia

Lo studio più vicino è la stanza in cui sei adesso.

Sono uno psicologo clinico iscritto alla Sezione A dell’Albo dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna (n. 12375) e lavoro online, in italiano, con persone che vivono in qualsiasi regione d’Italia. L’iscrizione a un Albo regionale abilita a esercitare su tutto il territorio nazionale: non esiste un vincolo di regione tra psicologo e paziente. Lavoro con approccio psicodinamico su stati d’ansia, autostima, difficoltà universitarie e transizioni di vita, con adolescenti dai 14 anni, giovani adulti e adulti. Il primo colloquio è gratuito, dura cinquanta minuti e non impegna a continuare. Le sedute successive costano 50 euro.

Il Dott. Mattia Degli Esposti durante un colloquio nel suo studio
Chi sceglie l’online

Quasi mai è un ripiego.

C’è ancora l’idea che la seduta online sia la versione di serie B di quella in studio, accettabile solo se non si può fare altrimenti. Nella pratica le persone che la scelgono hanno quasi sempre una ragione precisa, e spesso è proprio quella ragione a rendere l’online la scelta migliore e non la seconda.

  • Vivi in una città piccola o in provincia, dove i professionisti sono pochi, le liste d’attesa dei servizi pubblici sono lunghe e la scelta si riduce a chi c’è, non a chi è adatto.
  • Hai orari che non si incastrano. Turni, trasferte, un lavoro che finisce quando gli studi chiudono. Un’ora di spostamento aggiunta a una di seduta rende il percorso insostenibile dopo poche settimane.
  • Sei uno studente fuori sede, e tra la città dell’università e quella di casa non vuoi interrompere il percorso ogni volta che torni, o ricominciare da capo con qualcun altro.
  • Ti sei trasferito per lavoro dentro l’Italia e sei nella fase in cui non conosci nessuno, che è esattamente la fase in cui servirebbe parlare con qualcuno.
  • Non vuoi incrociare nessuno in sala d’attesa. In un centro piccolo non è paranoia: è una preoccupazione realistica, e ha tenuto lontane dalla terapia molte persone che ne avevano bisogno.
  • Hai difficoltà di spostamento, per salute, per disabilità o perché ti occupi di qualcuno che non puoi lasciare da solo.

In tutti questi casi l’alternativa realistica non è «online oppure in studio». È «online oppure niente». E tra le due, non c’è partita.

La differenza vera

Cosa si perde, cosa si guadagna.

Preferisco dirlo in chiaro invece di sostenere che sia identico, perché non lo è.

Si perde una parte del corpo. L’inquadratura mostra il volto e poco altro: le gambe che si muovono, le mani che si stringono, il modo in cui qualcuno si siede quando arriva a un argomento difficile — tutto questo in videochiamata si vede meno. Si compensa, ma compensare significa chiedere più spesso cosa sta succedendo nel corpo, invece di vederlo.

Si perde il viaggio. Sembra un dettaglio e non lo è: il tragitto verso lo studio e quello di ritorno sono tempo in cui ci si prepara e si decanta. Online la seduta finisce e trenta secondi dopo si è di nuovo nella propria vita. Vale la pena ricavarsi qualche minuto prima e dopo, e non incastrarla tra due riunioni.

Si guadagna la continuità, che in un percorso conta più di quanto si immagini. Niente sedute saltate per un treno perso, un trasferimento, un turno cambiato, una settimana fuori per lavoro. Chi lavora online tende a interrompere meno, e un percorso che non si interrompe è un percorso che funziona meglio.

Si guadagna la scelta. Poter scegliere il professionista in base all’approccio e non in base alla distanza è un vantaggio sottovalutato, soprattutto se si cerca un modo di lavorare specifico.

I limiti, detti prima

Quando l’online non è la scelta giusta — e io non sono la persona giusta.

Un professionista che non ti dice cosa non fa ti sta dando un’informazione incompleta. Quindi:

  • Se c’è un rischio per la tua incolumità, una videochiamata non è lo strumento. Servono il Pronto Soccorso, il 112, o il Centro di Salute Mentale del tuo territorio.
  • Se c’è un quadro psichiatrico acuto, un disturbo alimentare severo o una dipendenza patologica, serve una presa in carico specialistica e spesso multidisciplinare, con una componente medica che io non posso dare.
  • Se serve un trattamento psicoterapeutico strutturato per un disturbo diagnosticato, serve uno psicoterapeuta. Io sono psicologo e non sono psicoterapeuta: lo scrivo in ogni pagina di questo sito perché è un’informazione che serve a te per scegliere, non a me per presentarmi.
  • Se cerchi un protocollo a tempo, otto o dodici sedute con esercizi strutturati, il mio approccio psicodinamico non è quello: te lo dico al primo colloquio e ti indirizzo a colleghi formati in quel modo.

Quando uno di questi casi emerge, lo dico e indirizzo. Il primo colloquio gratuito serve anche a questo: a capire se ha senso, non a convincerti che ce l’abbia.

In pratica

Come funziona, senza sorprese.

Il primo colloquio è gratuito, dura cinquanta minuti e serve a conoscerci: mi racconti cosa ti porta, io ti dico onestamente se mi sembra un lavoro che posso fare e come lo imposterei. Non c’è nessun impegno a proseguire e non c’è nessuna telefonata di richiamo se decidi di no.

Le sedute successive durano cinquanta minuti e costano 50 euro, stessa tariffa per studenti universitari e under 30. La cadenza si decide insieme: di norma settimanale all’inizio, poi si valuta.

Sul piano tecnico serve poco: una connessione stabile, un telefono o un computer con videocamera, e delle cuffie — che aiutano più di quanto sembri, perché chiudono fuori la stanza. Conta molto di più lo spazio: un posto dove nessuno entri per cinquanta minuti e dove non serva abbassare la voce. Chi vive con altri usa spesso l’auto parcheggiata, ed è una soluzione legittima. Se la stanza giusta non si trova mai, è un tema di cui parlare: di solito racconta qualcosa.

Fatture e detrazione. Le prestazioni psicologiche sono spese sanitarie e si detraggono al 19%. Emetto regolare fattura; per poter detrarre, il pagamento va fatto con strumenti tracciabili — bonifico o carta, non contanti.

Le regole

A distanza valgono le stesse regole dello studio.

Il Codice Deontologico degli Psicologi italiani si applica in modo identico alle prestazioni svolte a distanza: segreto professionale, obbligo di competenza, limiti del mandato. Non esiste una versione ridotta della deontologia per la videochiamata.

Le indicazioni del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi sulle prestazioni via internet aggiungono alcuni elementi specifici al consenso informato: va dichiarata la tecnologia utilizzata, la competenza del professionista a lavorare con quello strumento, i limiti della comunicazione mediata, come vengono gestite le situazioni di crisi e quali alternative esistono. Sono cose che affrontiamo al primo colloquio, prima di cominciare.

Puoi verificare l’iscrizione all’Albo in un minuto: l’albo dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna è pubblico e consultabile online, e alla voce Degli Esposti trovi il numero 12375, la Sezione A, la data di iscrizione e i recapiti professionali, inclusa la disponibilità a consulenze online. È una verifica che conviene fare con chiunque.

Su cosa lavoro

Gli stessi temi dello studio, nella stessa lingua.

Online seguo gli stessi percorsi che seguo in presenza:

  • Stati d’ansia — ansia anticipatoria, attacchi di panico, evitamento che restringe la vita.
  • Autostima e autocritica — la sensazione di dover guadagnarsi il proprio posto, il perfezionismo, la paura del giudizio.
  • Difficoltà universitarie — ansia da esame, blocco di tesi, procrastinazione, fuori corso.
  • Giovani adulti — primo lavoro, identità, relazioni, transizioni che non si sa come affrontare.
  • Adolescenti dai 14 anni — con consulenza ai genitori. Per gli adolescenti valuto caso per caso se l’online sia adatto: spesso il primo incontro in presenza aiuta.

Approfondimenti

Vivi fuori dall’Italia? Allora la pagina giusta è un’altra: su sedute online per italiani all’estero trovi come funziona quando si vive in un altro Paese, cosa posso fare e cosa no rispetto al sistema sanitario in cui risiedi, e come adattiamo gli orari al fuso.

Domande frequenti

Le domande che mi fanno prima di cominciare.

Un percorso online funziona come quello in studio?

Cambia il mezzo, non la cornice: stessa durata, stessa cadenza, stesso Codice Deontologico. Si perde una parte del linguaggio del corpo, perché l’inquadratura mostra il volto e poco altro, e si compensa chiedendo più spesso cosa succede nel corpo invece di osservarlo. Si guadagna la continuità, che per un percorso conta più di quanto si pensi.

Posso fare sedute online se vivo in un’altra regione?

Sì. L’iscrizione a un Albo regionale abilita all’esercizio della professione su tutto il territorio nazionale: non c’è nessun vincolo di regione tra psicologo e paziente. Chi vive a Palermo, a Udine o a Cagliari può iniziare un percorso esattamente come chi vive a Bologna.

Quanto costa e si può detrarre?

Primo colloquio gratuito di cinquanta minuti, sedute successive 50 euro, stessa tariffa per studenti e under 30. Sono spese sanitarie e si detraggono al 19%; emetto fattura e il pagamento va fatto con strumenti tracciabili.

E se durante il percorso capiamo che serve altro?

Te lo dico e ti indirizzo. Vale per i quadri che richiedono una presa in carico medica o specialistica, per chi ha bisogno di un trattamento psicoterapeutico strutturato, e per chi cerca un protocollo a tempo. Non prendo in carico percorsi che non mi competono.

Il primo colloquio è gratuito, ovunque tu sia in Italia.

Cinquanta minuti per capire se ha senso. Senza impegno di continuare.